Economia Politica. Rivista di teoria e analisi
Sommario non tecnico

Il paper ha per oggetto l'analisi e le conseguenze dell'ipotesi di
asimmetria informativa tra creditori e debitori per la decisione di
investimento. Il lavoro si colloca pertanto all'interno del filone
New-Keynesian originato dai contributi seminali di Stiglitz,
Greenwald e Weiss che sono stati analizzati da Fazzari,
Hubbard e Petersen. In particolare si e cercato di "microfondare" i
principi del rischio del debitore e del creditore propri
dell'approccio di Minsky e di Kalecki allo scopo di superare le
critiche 'mainstream' (in particolare di Bernanke) e di riproporre
un approccio keynesiano all'investimento che si ponga in contrasto
con l'analisi propria di Jorgenson e della tradizione neoclassica.
Il tentativo di "microfondazione" viene compiuto integrando
l'analisi post-keynesiana con la recente letteratura sull'asimmetria
informativa ed e stata compiuta con la considerazione esplicita di un
lemon premium all'interno dell'approccio Q di Tobin. Dalla
condizione del primo ordine per l'investimento, ottenuta dalla
massimizzazione intertemporale del cash-flow si desume che il prezzo
ombra di domanda del capitale eguaglia il suo prezzo di offerta che e
uguale al costo di acquisto dei beni capitali (capitale non
installato) piu il costo di aggiustamento per l'installazione del
bene capitale, piu il costo per il finanziamento esterno che include
un premio per l'attivita di monitoraggio svolto dalla banca,
crescente a sua volta nel leverage. Questo consente di disegnare una
curva di offerta di fondi che presenta una discontinuita in
corrispondenza del ricorso, da parte dell'impresa,
al finanziamento esterno, proprio come avviene nella teoria
dell'investimento di Minsky; le fonti di finanziamento interno ed
esterno non sono perfetti sostituti: il teorema Modigliani-Miller in
questo contesto risulta falsificato.
Quanto al rischio del debitore esso si esplicita nella considerazione
di una curva di domanda di fondi ( domanda di investimento) "kinked"
oltre il livello di investimento che viene finanziato internamente.
Questo comportamento, ancora una volta, puo essere indotto dalle
conseguenze legate alla previsone di bancarotta, in contesto di
asimmetria informativa. Dal punto di vista analitico cio
e stato considerato attraverso l'introduzione di una funzione
obiettivo della impresa che considera l'attualizzazione del flusso di
cash-flow futuri che dipende dal costo per il finanziamento esterno e
che e, a sua volta, inversamente correlato al livello di leverage.
L'operare di entrambi i principi avvalora e giustifica la tesi,
propria di Minsky, secondo la quale la struttura finanziaria
(finanziamento interno vs. finanziamento esterno) e rilevante per le
decisioni reali e quindi per il livello di attivita economica che si
raggiunge. Questo risultato e profondamente diverso da quello
neoclassico, rappresentato dal teorema Modigliani-Miller: due imprese
del tutto identiche dal punto di vista della tecnologia, potrebbero
ottenere decisioni completamente diverse in merito al livello di
investimento che intendono raggiungere a seconda delle fonti di
finanziamento di cui dispongono internamente, o di cui possono
disporre, ricorrendo al mercato del credito.
LINO SAU è assistente di ricerca presso l'Università degli Studi di Pavia, Facoltà di Economia, Dipartimento di Economia Politica e Metodi Quantitativi, Via San Felice 5, 27100 Pavia
SAULIN@eco.unipv.it
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