Economia Politica. Rivista di teoria e analisi

Sommari degli articoli pubblicati sul n.3, 1998


Abstracts of articles published in no.3, 1998

Indice 1998
Sommario n.3, 1998

Sommari

Nota di Apertura

The International Monetary System in Transition
by Robert Guttmann
The stagflation of the 1970s and early 1980s created a dynamic of financial instability and regulatory erosion which destroyed the postwar monetary regime of nationally administered credit-money. Since then the international monetary system has become increasingly privatized, deregulated, and globally integrated. That combination has created a new environment in which financial capital has become a dominant force in the growth dynamic of the world economy. This is an ominous development, since it threatens the public-good quality of money and the stability conditions conducive for long-term investments on a worldwide basis. Reform initiatives to stabilize the international monetary system have been lagging and need to be advanced in a more coherent fashion to deal with a rapidly evolving global-deflation scenario.
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Saggi e Ricerche

Conoscenza e informazione in F.A von Hayek (J.E.L.: A12, B25, D80)
di Stefano Fiori
La tesi sostenuta è che nell'opera di Hayek vi siano due nozioni di conoscenza. La prima è una conoscenza informazionale (o semplicemente informazione) consistente in un insieme di dati dispersi fra una molteplicità di agenti. La seconda è una conoscenza astratta, conosciuta nella letteratura come "conoscenza inarticolata", la quale si manifesta come capacità di utilizzare e rielaborare proficuamente i dati esogeni. La nozione di informazione nasce dalla critica alla tradizione neoclassica, ed evidenzia importanti caratteristiche che riflettono la generale esigenza di concepire una teoria dinamica del mercato. Nonostante ciò resta una nozione computazionale, laddove la "conoscenza inarticolata", parzialmente spiegata dall'evoluzione delle generali regole sociali, non è misurabile. E' nostra opinione che tali concetti non siano sufficientemente differenziati, per quanto evidentemente siano strettamente connessi, Infine, si sostiene che la nozione di "tacit knowledge" di M. Polanyi differisce da quella hayekiana di "inarticulate knowledge", e che il punto di vista di Polanyi potrebbe suggerire un nuovo approccio ai problemi sia della conoscenza-informazione, sia del coordinamento di mercato.

Il comportamento razionale del policy maker (J.E.L.: B4, D8, E61)
di Silva Marzetti
Questo lavoro vuole essere una riflessione sullo stato attuale della macroeconomia normativa riguardo alla razionalità. Nell'ambito del concetto generale di razionalità strumentale, essa è caratterizzata da un complesso di teorie economiche che, dal punto di vista della razionalità, non è possibile analizzare secondo un unico criterio. Infatti, la politica macroeconomica ammette due criteri di razionalità differenti e antagonisti: il riduzionismo bayesiano e il dualismo razionale. Il primo si rifà alla teoria "classica" e ammette solo la razionalità sostanziale; il secondo ammette sia la razionalità sostanziale, sia quella procedurale. In particolare, distinguendo fra un policy-maker benevolente e un policy-maker opportunista o partigiano, viene mostrato che, in statica, il criterio del dualismo razionale è alla base della Teoria della politica economica di Tinbergen mentre, in dinamica, esso accoglie come concetto di razionalità sostanziale l'ipotesi di aspetattive razionali di Sargent. Infine, si evidenzia che nella pratica della politica economica, l'esistenza di limiti alla razionalità privilegia la razionalità individuale e la procedura dell'alternativa soddisfacente.

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