Economia Politica. Rivista di teoria e analisi

Abstracts of articles published in no.2, 1997
Indice 1997
Sommario n.2, 1997
Incertezza, Europa e solidarietà sociale: contrappunto
di Paolo Onofri
La crescente concorrenza interna ed internazionale ha incrementato il grado di incertezza del mercato, e così facendo ha aumentato la domanda di assistenza e ha evidenziato l'importanza del ruolo dello stato sociale; tuttavia lo stato sociale può evidenziare problemi in termini di efficienza e deteriorare i conti pubblici ponendosi come un ostacolo per il raggiungimento della convergenza europea. La Commissione del governo italiano sulla riforma dello stato sociale ha tentato di delineare una proposta di riforma coerente sia con il completamento del principio di cittadinanza sociale sia con la riduzione, di natura strutturale, del debito pubblico.
Saggi e Ricerche
Meccanismi evolutivi nella dinamica dei sistemi di imprese (J.E.L.: B25, D12, D23)
di Mauro Lombardi
In questo lavoro viene ripresa la questione della scelta tra mercati e gerarchie approfondendo soprattutto i meccanismi di natura cognitiva ed evolutiva che influenzano il coordinamento tra le unità economiche. A tal fine i processi di composizione-scomposizione delle imprese sono analizzati attraverso l'evoluzione delle conoscenze e il controllo dei flussi informativi, individuando le modalità di formazione di pattern evolutivi, correlati alla dinamica tecnico-economica. L'analisi porta a definire le imprese e i sistemi di imprese come gerarchie evolutive di routines, la cui configurazione organizzativa é ricondotta a determinate proprietà sistemiche e a precisi fattori: esigenze di coordinamento, costi di adattamento, grado di fitness evolutiva rispetto a differenti ambienti operativi. Viene infine argomentata la tesi che le gerarchie integrate sono connesse ad ambienti stabili, quelle meno integrate ad ambienti variabili
Cambiamento tecnologico e disoccupazione catastrofica (J.E.L.: J24, O33, J64)
di Mario Maggioni
Questo lavoro presenta una modellizzazione dinamica (e non lineare) delle relazioni esistenti tra il processo di formazione del capitale umano specifico (derivanti da attività di learning by doing) ed il processo di distruzione dello stesso capitale umano provocato dal cambiamento tecnologico. L'articolo prosegue ipotizzando l'esistenza di una relazione fra capitale umano specifico, produttività ed impiego e deriva alcuni risultati che possono contribuire a spiegare alcune caratteristiche dell'attuale disoccupazione di lungo periodo in Europa (in particolare: persistenza ed isteresi). Un’ultima sezione del lavoro è dedicata alla definizione di "ottimalità" della strategia (o stile) di formazione del capitale umano specifico in corrispondenza di tassi di cambiamento tecnologico e organizzativo differenti
Neovalore e plusvalore (J.E.L.: B24)
di Stefano Perri
Secondo il Teorema Marxiano Fondamentale di Morishima il saggio di profitto è positivo se e solo se anche il saggio di plusvalore è positivo, cioè il lavoro è sfruttato. J. E. Roemer ha però mostrato che in questo caso anche qualsiasi altra merce, ad esempio l’acciaio, deve essere "sfruttata" allo stesso titolo del lavoro, cioè deve esistere "plusacciaio". Di conseguenza il lavoro svolge lo stesso ruolo analitico di qualsiasi altro input nella spiegazione del saggio di profitto. Roemer, senza discuterle, cambia però alcune premesse e definizioni fondamentali della teoria classica e marxiana del sovrappiù. In questo articolo si dimostra che differenze analitiche importanti tra coefficienti di lavoro contenuto e coefficienti di merce contenuta esistono e acquistano significatività alla luce della concezione del processo produttivo di Marx, ed in particolare della categoria marxiana del "neovalore"
Plusvalore e sfruttamento: una nota (J.E.L.: B24, B40)
di Andrea Salanti
In questa breve nota l'autore intende puntualizzare la possibilità di definire il concetto marxiano di plusvalore nei termini dei prezzi di produzione di Sraffa. La dimostrazione formale di tale possibilità non può comunque risolvere l'annosa controversia circa l'esistenza di sfruttamento (nel senso marxiano del termine) nelle economie capitalistiche. E questo perché, molto semplicemente, qualsiasi elaborazione algebrica non può essere di per sé sufficiente a supportare un giudizio metafisico
Plusvalore e sfruttamento: una risposta (J.E.L.: B24, B40)
di Duccio Cavalieri
In questa nota, l'autore discute alcuni aspetti di
metodo e di contenuto relativi all'analisi teorica del plusvalore, di cui si
era occupato in un precedente articolo apparso su questa rivista. Sono
affrontate, tra l'altro, due questioni di un certo rilievo: se tutte le
concezioni teoriche in economia siano da considerare in qualche misura
logicamente sottodeterminate rispetto ai fatti e se qualunque schema formale
risulti inevitabilmente inadeguato a sostenere un'interpretazione di nessi
causali. Viene anche discussa una vecchia tesi di Napoleoni sulla mancanza
di significatività del concetto di plusvalore all'interno della struttura
teorica di Sraffa, che, pur non offrendo una spiegazione genetica del valore
di scambio, rinvia implicitamente più ad una teoria del valore-merce che ad
una teoria del valore-lavoro
Offerta differenziale del lavoratore straniero (JEL: J22, J61, F22)
di Alessandra Venturini
Il tema del lavoro è l'offerta di lavoro del lavoratore straniero che date le diverse "condizioni" di offerta rispetto al lavoratore nazionale, diverso salario di riserva e diversa scelta di consumo, che prevede rimesse nel paese di origine, é portato ad uno "sforzo" superiore a quello dei lavoratori nazionali. Lo sforzo differenziale si riduce al permanere nel paese di destinazione perché cambiano le condizioni che le avevano create e ciò farà si che solo gli imprenditori con bassi costi di turnover, ossia favorevoli al rischio, sono interessati ad assumere lavoratori stranieri nel periodo di contributo lavorativo differenziale
Rassegna
Giochi e giustizia: l'approccio strategico alle procedure extra-giudiziali (J.E.L.: D83, K41)
di Bernardo Bortolotti
Tradizionalmente, l'economista definisce gli obiettivi della regolamentazione ed
il giurista disegna le procedure piu' appropriate per attuarla. Il presente
lavoro si pone in una prospettiva diversa rispetto a quella tradizione, tentando
di dimostrare che l'analisi economica - in particolare la teoria dei giochi e
l'economia dell'informazione - rappresenta uno strumento per valutare le
modalita' di applicazione della legge. In questa direzione, il lavoro propone
una rassegna critica dei risultati di un filone recente di "law and economics"
incentrato sull'analisi economica della procedure extra-giudiziali. Dall'analisi
del processo civile e penale attraverso i modelli della teoria dei giochi con
informazione incompleta, scaturisce una teoria che spiega l'emergere di
transazioni e patteggiamenti e fornisce predizioni normative per l'applicazione
negoziata della legge
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