Economia Politica. Rivista di teoria e analisi

Abstracts of articles published in no.1, 1998
Indice 1998 (in preparazione)
Sommario n.1, 1998

Negli anni recenti la relazione biunivoca e stabile predicata dalla funzione di produzione e venuta meno. E' ancora vero che se la produzione cala l'occupazione cala, ma non e più vero l'inverso, che se la produzione riprende anche l'occupazione riprende. Questo stesso fatto stilizzato, che dovrebbe costituire la premessa maggiore di qualsiasi ragionamento circa la disoccupazione, sollecita la risposta a tre domande: Quali ne sono le cause ? Come mantenere l'occupazione esistente ? Che cosa fare dei disoccupati ? La tesi qui sostenuta e che un paese senza Stato sociale non e ne democratico ne efficiente. L'eresia sta soltanto nel principio teoricamente fondato che le cause vere della disoccupazione, e dunque i suoi rimedi, sono da ricercare non nel mercato del lavoro, bensì nel funzionamento complessivo del sistema economico e sociale. Le ricette tradizionali non possono curare le forme attuali della disoccupazione, dunque converrà ragionare su altre misure di governo: il reddito di cittadinanza, la riduzione dell'orario di lavoro, i lavori concreti. Nessuna di queste misure e una politica per l'occupazione in senso stretto, spesso sono viste da chi le sostiene come alternative tra di loro, tutte e tre hanno controindicazioni. Potrebbero pero combinarsi utilmente in un progetto complessivo: il cui quarto elemento, fondamentale, e una politica industriale reale.
Struttura informativa endogena e struttura dei mercati (J.E.L.: D50, D52)
di Susanna Mancinelli
L'ipotesi che la struttura informativa sia una variabile endogena in un'economia "dinamicamente completa"
comporta risultati di notevole rilievo per la teoria dell'equilibrio economico generale. E' gia' stato dimostrato
in precedenti lavori che le scelte degli agenti relativamente all'informazione sono in grado di influenzare la
struttura dei mercati, determinando il passaggio da allocazioni di equilibrio Pareto ottime ad allocazioni di
equilibrio subottimali, in cui soltanto chi decide di modificare la struttura dei mercati migliora la propria
posizione. Nel presente lavoro si dimostra che se la struttura informativa e' una variabile endogena di
un'economia dinamicamente completa, per un problema di interazione strategica in presenza di
comportamenti non cooperativi, alcuni agenti decidono comunque di modificare la struttura dei mercati verso
l'incompletezza, sia nel caso in cui ritengano che cosi' facendo la propria posizione migliori, sia nel caso
contrario in cui ritengano che la propria posizione peggiori.
Domanda interna e redditi da lavoro: una nota sul ruolo del "moltiplicatore dell'occupazione" (J.E.L. J23, E12, E24, O33)
di Paolo Piacentini e Paolo Pini
Il lavoro propone uno schema contabile per analizzare l'impatto di fattori dal lato della domanda - crescita, composizione e distribuzione del reddito - sulla determinazione delle variazioni aggregate dei saldi occupazionali. Il livello di occupazione "garantito" in un sistema economico è qui derivato dall'applicazione di un semplice schema che abbiamo chiamato "moltiplicatore dell'occupazione", derivato dai contributi originali di Richard Kahn e John Maynard Keynes negli anni trenta. A partire da una identità contabile tra valori dell'offerta e della domanda aggregata si deriva un livello occupazione "garantito", dato i coeffcienti di lavoro ed i valori reali della domanda finale, nella quale le componenti autonome sono distinte da una componente indotta della domanda che dipende dal reddito totale di lavoro. Così, le variazioni dell'occupazione aggregata per un paese viene scomposta negli effetti di tre componenti: la crescita della produttività media del lavoro, la crescita delle componenti "autonome" della domanda, e le variazioni del moltiplicatore che riassume l'impatto della quota dei salari e della propensione al consumo sul reddito da lavoro sul livello di occupazione. Sulla base di questo schema, è stato realizzato un esercizio quantitativo di scomposizione dei saldi occupazionali per periodi in un contesto nazionale. L'obiettivo è stato quello di ricostruire la dinamica occupazionale per l'Italia, "garantita" dai fattori sopra indicati, con una specifica periodizzazione negli anni 1960-1996.
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