Economia Politica. Rivista di teoria e analisi

Sommari degli articoli pubblicati sul n.1, 2000


Abstracts of articles published in no.1, 2000

Indice 2000 (non disponibile)
Sommario n.1, 2000

Sommari

Nota di Apertura

International Co-operation and Local Development
by Gilberto Antonelli and Sandro Montresor
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This paper deals with some of the implications that the advent of the 'globalisation-era' has had on the relationships between co-operation (especially international) and development (especially local) and, throughout the same nexus, between development, innovation and structural change at different levels of analysis, i.e. national, international and local. Some of the 'problem-posing' and 'problem-solving' approaches that are most necessary in a globalised world of 'co-operated development' are put forward. The core factors of an increasingly complex setting are identified, and some methodological approaches and analytical tools we maintain particularly suitable in disentangling them are suggested.

Saggi e Ricerche

La genesi del concetto di stazionarietà: il paradigma dell'Aurea Medietà di Adam Smith (J.E.L.: B12)
di Robero Censolo
In questo saggio è proposta una analisi dei legami tra la Theory of Moral Sentiments (TMS) e la Wealth of Nations (WN), attraverso la quale emerge che la nozione smithiana di equilibrio svolge la sua funzione "gravitazionale" e normativa dei rapporti economici, ponendosi non come riferimento oggettivo, capace di esplicitare le conseguenze dell'agire perfettamente razionale degli individui negli esiti virtuosi (ottimali) del mercato nel suo complesso, bensì come nucleo più debole di ragionevolezza e di senso comune. All'interno della WN l'impossibilità di individuare un riferimento di equilibrio oggettivamente virtuoso (razionale) ha origine dalla dicotomia tra prezzo reale e prezzo naturale delle merci, la quale, a sua volta, non risiede in un "difetto" nei meccanismi decisionali dei singoli, ma nel modo in cui è conformata la stessa natura umana e nei principi fondamentali che determinano l'azione concreta. Spostando quindi l'analisi in quelle parti della TMS nelle quali Smith elabora una teoria generale dell'azione umana, ci siamo posti il problema di stabilire in che senso il riferimento di "aurea medietà" che connota il concetto di equilibrio concorrenziale potrebbe risultare desiderabile, ovvero virtuoso, dal punto di vista di un ipotetico pianificatore sociale. Per rispondere a tale questione ci siamo chiesti quale sia la virtù fondamentale che caratterizza l'azione umana quando questa è coerente con il paradigma dell'aurea medietà. E' emerso che tale virtù è la prudenza, la virtù della ragionevolezza e del buon senso, un principio che guida le scelte individuali attraverso un meccanismo complesso, del quale la razionalità è solo uno degli ingranaggi, e che non può sussistere senza l'apporto dei giudizi morali generati attraverso il principio della simpatia e dello spettatore imparziale.
Norme sociali e sanzione: il ruolo del singolo individuo (J.E.L.: D10)
di Tommaso Luzzati
La letteratura economica sulle norme sociali è solita ipotizzare che l’individuo si trovi unicamente a scegliere se obbedire o meno ad una certa norma e che una sanzione informale, esogena, influenzi tale scelta. Di fatto, tuttavia, la decisione del singolo riguarda anche un’eventuale punizione da infliggere a chi non rispetta la norma. Il presente lavoro tiene conto di questo aspetto ed evidenzia alcune ipotesi comportamentali idonee a produrre un livello complessivo di sanzione (ora endogena) sufficiente a sostenere la norma quale stato di equilibrio. L’analisi è completata dallo studio di una possibile evoluzione dinamica del modello che mostra la persistenza di alcuni equilibri con norme sociali.
Delegation, Bargaining and the Nature of the Trade Union (J.E.l.: J51, C78, D23)
di Guido Merzoni
In questo saggio si propone una rappresentazione del sindacato come un'organizzazione che prevede la delega dell'autorità ad un leader in presenza di costi di coordinamento causati dall'onerosità dell'individuazione di una volontà collettiva e dall'incompletezza dei contratti. In particolare si studia come assetti alternativi della delega dell'autorità all'interno del sindacato possano condizionare gli esiti della contrattazione salariale. Si mostra che nella contrattazione sul saggio di salario i lavoratori possono trarre vantaggio dal delegare l'autorità ad una dirigenza sindacale professionista, che non debba sostenere direttamente i costi delle azioni sindacali. Questo consente infatti di rendere credibile il ricorso agli strumenti di pressione più efficaci, anche se più onerosi per i lavoratori. In particolare si considera l'alternativa tra due strumenti di azione sindacale: lo sciopero e lo sciopero bianco. Se lo sciopero bianco è in larga misura meno efficace nel danneggiare l'impresa e meno costoso per i lavoratori dello sciopero, un sindacato guidato da un professionista utilizzerà come minaccia credibile lo sciopero. In tale situazione il salario e il numero di occupati di equilibrio saranno più elevati che nel caso in cui la contrattazione sia direttamente gestita dai lavoratori e la minaccia credibile utilizzata sia lo sciopero bianco. L'analisi ha significative implicazioni relative alla discussione sul problema della democrazia interna del sindacato, giacchè sottolinea come esista un trade-off tra l'efficacia dell'azione sindacale e la misura della partecipazione diretta degli iscritti al processo decisionale.

La riflessione di Enzo Paci sull'economia politica: una disamina economico-filosofica (J.E.L.: B31, B40)
di Ivan Moscati
Questo lavoro è dedicato all'esame teorico della ricerca sui fondamenti dell'economia politica condotta dal filosofo italiano Enzo Paci (1911-1976). L'articolo si apre con una illustrazione della problematica del sapere scientifico nella fenomenologia di Edmund Husserl alla quale Paci si richiama. Dopo aver precisato il senso specifico in cui Paci interpreta il compito di una fondazione delle scienze, viene presentata, secondo due varianti interpretative che ci paiono egualmente ammissibili, la sua tesi che riconduce l'economia politica all'esperienza del bisogno; tale tesi è poi discussa criticamente in entrambe le versioni. Viene quindi esaminata l'interpretazione che Paci dà della critica di Marx all'economia politica e successivamente viene discussa la sua lettura della Teoria generale di Keynes. Sebbene il progetto fondativo di Paci appaia interessante in quanto sottrae il discorso epistemologico sull'economia ad una prospettiva puramente metodologistica e formalistica, tuttavia esso manca, a nostro parere, il proprio obiettivo; nelle conclusioni si analizzano le cause di tale insuccesso e vengono indicate le direzioni in cui dovrebbe muoversi una ricerca sui fondamenti dell'economia per avere pregnanza filosofica ed epistemologica e per mostrarsi rilevante ai fini dell'elaborazione della teoria.

Rassegna

Modelli dinamici del sindacato: estensioni critiche (J.E.L.: J51, C61, C73)
di Bruno Chiarini e Enrico Marchetti
L'articolo definisce criticamente il modello statico del sindacato monopolista e partendo dai modelli dinamici di Kidd-Oswald-Jones-McKenna, propone diversi sviluppi ed estensioni volte a rilevarne limiti e pregi, e a sottolineare l'importanza degli aspetti strategici. Utilizzando teoremi e concetti propri dei giochi differenziali, si evidenziano le diverse soluzioni fornite dall'interagire dinamico del sindacato e dell'impresa in termini di occupazione e salari e le distorsioni derivanti dall'utilizzo dei modelli statici.

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