Economia Politica. Rivista di teoria e analisi

Sommario non tecnico

Ivan Moscati

La riflessione di Enzo Paci sull'economia politica: una disamina economico-filosofica (J.E.L.: B31, B40)

in Economia Politica, n.1, 2000


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In questo lavoro esamino da un punto di vista teorico la riflessione che il filosofo italiano Enzo Paci (1911-1976) ha condotto sull'economia politica nel corso degli anni Sessanta e Settanta. Paci fa propria la prospettiva della fenomenologia di Edmund Husserl e ne riprende le ricerche volte a chiarire la natura dell'oggetto di una scienza, i suoi metodi e le sue categorie fondamentali, occupandosi in particolare della scienza economica che invece Husserl non aveva preso in considerazione. La riflessione di Paci si pone su un piano che sottrae il discorso epistemologico sull'economia ad una prospettiva puramente metodologistica e formalistica ed in ciò consiste il suo motivo di interesse.

L'articolo si apre con una preliminare delucidazione della problematica del sapere scientifico nel pensiero di Husserl; dopo aver precisato il senso in cui Paci interpreta il compito di una fondazione delle scienze come "fondazione precategoriale", presento le sue due tesi che riconnettono l'economia politica all'esperienza del bisogno. La prima tesi riguarda l'oggetto della scienza economica ed afferma che i bisogni materiali (intesi come esperienza originaria e fondamentale del vivere umano) e le modalità della loro soddisfazione costituiscono il campo tematico originario dell'economia politica. Questa tesi viene poi discussa sia in riferimento alla storia del pensiero economico che all'effettiva elaborazione della teoria. La seconda tesi prospettata da Paci afferma che nell'esperienza del bisogno ciò che manca e da cui si dipende si manifesta originariamente con il carattere di "bene economico". Qui i bisogni non sono intesi come un particolare genere di oggetti, quello di cui la scienza economica si occupa o dovrebbe occuparsi: l'esperienza del bisogno costituirebbe piuttosto il principio unitario di quella comprensione dell'economicità in cui l'economista costantemente si muove e che fa sì che, pur nella grande diversità dei suoi indirizzi, la scienza economica conservi tuttavia una certa identità che la distingue dalle altre scienze. Anche questa seconda tesi è discussa criticamente ed in particolare metto in rilievo come vi siano esperienze di bisogni (ad esempio di quelli che trovano soddisfazione in ambito domestico) nelle quali non pare si possa ritrovare la dimensione di senso dell'economico.

Successivamente prendo in esame l'interpretazione che Paci dà della critica di Marx all'economia politica e la sua lettura della Teoria generale di Keynes. Paci intende alcune analisi e concetti di questi due autori quali tentativi più o meno consapevoli di recuperare l'effettivo fondamento umano che sta alla base delle astrazioni concettuali dell'economia politica per ricostruire su di esso la teoria economica. Pur riconoscendo l'interesse degli spunti ermeneutici di Paci, cerco di mostrare come la sua interpretazione marcatamente umanistica tenda di fatto a distorcere e a disconoscere il carattere propriamente teorico-scientifico della critica marxiana e dell'indagine keynesiana.

Nella parte finale dell'articolo viene riaffermata la legittimità dell'ideale husserliano di un sapere scientifico capace di "giustificare consapevolmente il proprio metodo e la propria teoria" e sono ribaditi i motivi di interesse della riflessione di Paci che a tale ideale si ispira; tuttavia giungo alla conclusione che il suo tentativo di chiarimento dei fondamenti dell'economia politica non raggiunge il proprio obiettivo. Vengono precisate dunque quelle che mi sembrano le cause del fallimento del progetto di Paci "l'intendere la fondazione del sapere scientifico senz'altro come fondazione precategoriale e il prevalere di una prospettiva marcatamente antropologica" e provo ad indicare in quale direzione possa muoversi un lavoro di chiarimento filosofico sui fondamenti dell'economia per avere pregnanza filosofica ed epistemologica e per mostrarsi rilevante nella prospettiva dell'elaborazione della teoria.


IVAN MOSCATI è borsista estero dell'Università degli Studi di Pavia, Facoltà di Scienze Politiche, presso l'Università di Augusta, Germania, Universitätstraße 10, 86159 Augsburg (D)
Ivan.Moscati@Student.Uni-Augsburg.de

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