Economia Politica. Rivista di teoria e analisi
Sommario non tecnico

La possibilità di scambiare ripetutamente titoli a lunga scadenza consente di superare la rigida correlazione che nella teoria dell'equilibrio economico generale esiste tra numero delle attività finanziarie e stati di natura, al fine di garantire l'ipotesi di completezza dei mercati. Notevoli contributi su questo tema sono stati forniti da Kreps, Duffie-Huang e Duffie1. Il suggerimento che viene da questa parte della letteratura è che, in un modello multiperiodale, la possibilità che gli agenti hanno di acquisire informazione e di riscambiare titoli a lunga scadenza in ciascun periodo compreso tra quello iniziale e quello finale consente ad un numero limitato di attività finanziare di coprire un numero maggiore di stati di natura. Infatti, grazie ad una struttura informativa che rilascia, in decorso di tempo, una quantità progressivamente maggiore di informazione -consentendo, così, di risolvere l'incertezza in maniera graduale- il processo di apprendimento verso l'identificazione dell'unico vero stato di natura non si verifica in un solo momento, ma in tutti i periodi che si susseguono tra quello iniziale e quello finale. Inoltre, in ciascun periodo di tale processo, ogni agente può riformualre la composizione del proprio portafoglio adeguandola al livello di informazione che via via acquisisce. Sotto opportune condizioni, un'economia apparentemente con mercati incompleti risulta, così, con mercati "dinamicamente completi", consentendo di superare l'inefficienza delle allocazioni di equilibrio, caratteristica tipica dei mercati incompleti.
Tuttavia, nei diversi contributi volti a dimostrare la possibilità di completare i mercati attraverso la ricontrattabilità delle attività finanziarie, il contesto economico di riferimento risulta piuttosto limitato. Infatti, durante tutta l'evoluzione temporale, non si modificano né il numero degli agenti, né l'insieme degli stati di natura, né la struttura informativa. Relativamente a quest'ultima, in particolare, i modelli sulle economie dinamicamente complete ipotizzano che il rilascio dell'informazione segua rigidamente, periodo per periodo, una struttura informativa esogenamente data. Tale ipotesi, a prima vista innocua ed incontrovertibile, implica tuttavia che gli agenti non possano porre in essere attività di ricerca idonee ad attenuare, ovvero a risolvere anticipatamente, l'incertezza riguardante lo stato di natura che si verificherà.
Se si fa l'ipotesi estrema che tale incertezza possa essere completamente risolta, ne derivano risultati di notevole rilievo per la teoria dell'equilibrio economico generale. In particolare, Berk ed Uhlig2 hanno dimostrato che le scelte degli agenti relativamente all'informazione sono in grado di influenzare la struttura dei mercati e possono verificarsi situazioni in cui gli agenti stessi hanno convenienza ad assumere comportamenti che rendono i mercati incompleti. Quando il numero degli agenti presenti nell'economia dinamicamente completa è sufficientemente elevato, esiste quasi certamente qualcuno tra loro interessato a modificare la struttura dell'economia verso l'incompletezza dei mercati, determinando il passaggio da allocazioni di equilibrio Pareto ottime ad allocazioni di equilibrio subottimali, in cui soltanto chi decide di modificare la struttura dei mercati migliora la propria posizione.
Muovendo in questa linea di indagine, in questo lavoro si dimostra che il miglioramento della propria posizione non costituisce una condizione necessaria per chi sceglie di modificare la struttura dei mercati. Infatti, sotto opportune condizioni di no-trade per due agenti rispetto all'insieme degli stati di natura raggiungibili a partire da una determinata cellula di una struttura informativa iniziale, si dimostra che gli agenti stessi scelgono di rendere incompleti i mercati sia nel caso si aspettino un aumento della propria utilità attesa, sia nel caso contrario, in cui se ne aspettino una diminuzione. Tale risultato è la conseguenza dell'interazione strategica che viene a determinarsi tra i due agenti. Entrambi, infatti, sanno che nel periodo successivo a qualcuno di loro converrà rendere i mercati incompleti ; in assenza di una struttura che preveda contratti vincolanti, entrambi gli agenti sanno che un qualunque accordo di non modificare la struttura dei mercati non verrebbe rispettato. E' un tipico caso di dilemma del prigioniero : la scelta strategica di equilibrio è sempre quella in cui entrambi gli agenti decidono di rendere i mercati incompleti, anche nel caso in cui tale equilibrio sia dominato, in senso di Pareto, dall'equilibrio in cui la strategia scelta da entrambi sia quella di lasciare i mercati completi.
I due agenti decidono comunque di passare ad un equilibrio caratterizzato dalla subottimalità delle allocazioni, sebbene un equilibrio Pareto ottimo sia un'alternativa realizzabile nell'economia inizialmente considerata.
Note:
1 Kreps D. (1982), Multiperiod Securities and the Efficient Allocation of Risk: A Comment on the Black Scholes Option Pricing Model, in McCall J. (ed.), The Economics of Information and Uncertainty, Chicago, University of Chicago Press; Duffie D. - Huang C. (1985), Implementing Arrow-Debreu Equilibria by Continuous Trading of Few Long-Lived Securities, Econometrica, vol.53, n.6, pp.1337-1356; Duffie D. (1986), Stochastic Equilibria: Existence, Spanning Number, and the No Expected Financial Game from Trade Hypothesis, Econometrica, vol. 54, n.5, pp.1161-1183.
2 Berk J.B. - Uhlig H. (1993), The Timing of Information in a General Equilibrium Framework, Journal of Economic Theory, vol.59, n.2, pp.275-287.
SUSANNA MANCINELLI è ricercatore in economia politica all'Università degli Studi di Udine, Facoltà di Economia, Dipartimento di Scienze Economiche; Via Tomadini 30, 33100 Udine
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