Economia Politica. Rivista di teoria e analisi

Sommario non tecnico

Importazione di beni intermedi e trasferimento della tecnologia

di Marco Maffezzoli

in Economia Politica, n.2, 1999


Non-Technical Summary: Marco Maffezzoli (not available)

Rivera-Batiz e Romer estendono il modello di crescita endogena in economia chiusa introdotto da Romer al caso in cui due o più paesi commercino tra loro in beni intermedi, gettando così nuova luce sulle relazioni tra commercio internazionale e crescita. Nella stessa direzione si sono mossi G. Grossman ed E. Helpman, il cui lavoro rimane tuttora un punto di riferimento fondamentale nella letteratura. Sia Rivera-Batiz e Romer che Grossman ed Helpman estendono la parziale non-escludibilità della conoscenza tecnologica presente in Romer a livello internazionale: in altre parole, suppongono che lo stock di conoscenza tecnologica accumulato in uno dei paesi sia liberamente disponibile nell'altro. Questi spillovers di conoscenza tecnologica non dipendono dall'intensità degli scambi internazionali, mentre l'evidenza empirica suggerisce che la loro intensità sia invece direttamente proporzionale al volume degli scambi, ed in particolare degli scambi di beni intermedi tecnologicamente avanzati.

Grossman ed Helpman utilizzano un modello di piccola economia aperta per studiare gli effetti di lungo periodo degli spillovers generati dal commercio internazionale. Il loro modello soffre però di alcune limitazioni: in primo luogo, esso considera solo il commercio internazionale in beni finali di consumo, e non quello in beni intermedi, mentre proprio quest'ultimo sembra essere il canale privilegiato di trasferimento della tecnologia. Inoltre, i loro risultati dipendono strettamente dalla configurazione dei parametri: il modello può alternativamente raggiungere un sentiero di crescita bilanciata identico al modello senza spillovers, oppure seguire una traiettoria esplosiva che ne pregiudica la trattabilità analitica.

Il modello qui presentato tenta di ovviare a tali limitazioni: esso rappresenta l'economia di un piccolo paese in via di sviluppo, già parzialmente industrializzato e dotato di un'autonoma fonte di progresso tecnologico, che partecipa al commercio internazionale come price-taker esportando bene di consumo finale ed importando beni intermedi tecnologicamente avanzati. I beni intermedi prodotti localmente e quelli importati dall'estero sono considerati categorie qualitativamente differenti, e non entrano simmetricamente nella funzione di produzione del bene finale di consumo. Infine, lo stock di conoscenza tecnologica è formato da due componenti distinte: la prima deriva dalla conoscenza accumulata grazie agli spillovers dall'attività di ricerca locale, la seconda trae origine dalla conoscenza tecnologica filtrata attraverso le frontiere nazionali. L'intensità degli spillovers internazionali è direttamente proporzionale al rapporto tra il volume delle importazioni di beni intermedi tecnologicamente avanzati ed il livello dell'attività economica.

I risultati dell'analisi sono i seguenti: il modello presenta, indipendentemente dall'effettiva parametrizzazione, un sentiero di crescita bilanciata lungo il quale il rapporto tra numero di varietà prodotte localmente e numero di varietà disponibili all'estero è una costante determinata endogenamente. Tale costante dipende positivamente dall'efficienza del capitale umano nel settore della R&S, dalla dotazione pro-capite di capitale umano, e dalla quota di output spesa nell'importazione di beni intermedi; essa dipende inoltre negativamente dal prezzo internazionale dei beni intermedi importati, dal tasso di crescita del numero di varietà disponibili all'estero, e dal tasso di preferenza intertemporale. Partendo da una situazione in cui il numero di varietà prodotte localmente è inferiore al numero di varietà esistenti all'estero, il modello presenta inizialmente un tasso di crescita delle varietà, e quindi un tasso di crescita dell'output, superiore a quello vigente all'estero. Il processo di transizione porterà il primo a convergere dall'alto verso il secondo: durante la transizione, assisteremo ad una graduale riallocazione delle risorse dal settore della R&S al settore che produce il bene di consumo finale.

I risultati descritti possono contribuire a spiegare, entro certi limiti, l'esperienza dei NICs asiatici della prima e seconda generazione: in particolare, la dinamica dell'innovazione tecnologica e della ripartizione intersettoriale delle risorse esibita dal modello può giustificare i loro spettacolari tassi di crescita e la loro predisposizione ad investire nell'accumulazione della capacità tecnologica.

MARCO MAFFEZZOLI è dottorando di ricerca in Economia Politica, sede amministrativa Università Commerciale L. Bocconi, Istituto di Economia Politica, Via Sarfatti, 25, 20136 Milano
marco.maffezzoli@uni-bocconi.it

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