Economia Politica. Rivista di teoria e analisi
Sommario non tecnico

La letteratura economica che riconosce la rilevanza delle norme sociali e
che ne indaga gli effetti (v. ad es. Akerlof 1980) è solita ipotizzare che
l’individuo si trovi a scegliere se obbedire o meno ad una certa norma e
che una sanzione informale, esogena, influenzi tale decisione. Nel presente
lavoro si tiene conto del fatto che la decisione del singolo riguarda anche
un’eventuale punizione da infliggere a chi non rispetta la norma. Ciò rende
endogena la sanzione sociale e permette di verificare se, e a quali
condizioni, possa emergere un livello complessivo di sanzione in grado di
sostenere la norma quale stato di equilibrio. Per quanto riguarda la decisione circa l’obbedienza alla norma, il modello
comportamentale segue l’impostazione standard: la mancata osservanza, a
fronte dei benefici pecuniari, produce dei costi in termini di
reputazione (sanzione sociale), cui si aggiunge un ulteriore motivo di
perdita di utilità se a disobbedire è qualcuno che crede nel valore della
norma (credente). Circa i meccanismi in grado di spingere il singolo ad
infliggere una sanzione, si ipotizza che chi crede nella norma possa essere
animato dal desiderio sia di vederla diffusamente rispettata (elevato
grado di osservanza) sia di punire chi disobbedisce. L’ipotesi di una
diretta motivazione a sanzionare, che può interpretarsi quale effetto
warm-glowing (Andreoni 1990), è introdotta in quanto permette di attenuare
il problema del free-riding connesso alla caratteristica di bene pubblico
del “grado di osservanza. Sulla base di tali premesse viene elaborato un modello in cui (1) la norma
sociale riguarda un particolare paniere di beni (differente da quello che
sarebbe ottimale in assenza di norma), (2) la sanzione consiste in una
sorta di ostracismo, (3) l’individuo è motivato da aspetti materiali
(consumo), da un interesse per le relazioni sociali, e, eventualmente, da
un desiderio di un diffuso rispetto della norma e da un senso etico che gli
suggerisce di sanzionare i non osservanti. Grazie a delle semplici ipotesi sulla distribuzione delle preferenze,
vengono aggregate le scelte individuali così da passare all’analisi delle
caratteristiche macro. Ciò consente di esaminare se, e a quali condizioni,
si affermi un livello complessivo di sanzione sociale che garantisca, in
equilibrio, un diffuso rispetto della norma. L’analisi si conclude con lo studio di una possibile evoluzione dinamica
del modello. Dopo aver evidenziato come l’ipotesi macrodinamica impiegata
da Akerlof (op. cit.) trovi dei solidi microfondamenti nelle ricerche di
psicologia sociale, si mostra come tale ipotesi implichi, anche nel
presente contesto, la stabile persistenza di stati di equilibrio con norme
sociali.
Andreoni J. (1990), Impure Altruism and Donations to Public Goods: A
Theory of Warm-Glow Giving, Economic Journal, vol. 100, pp. 464-477.
Akerlof G.A. (1980), A Theory of Social Custom, of Which Unemployment May
Be One Consequence, Quarterly Journal of Economics, vol. 94, pp. 749-775.
TOMMASO LUZZATI è borsista post-dottorato presso l'Università degli Studi di Ancona, Dipartimento di Economia, Via Birarelli 11, 60121 Ancona
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