Economia Politica. Rivista di teoria e analisi

Sommario non tecnico

Norme sociali e sanzione: il ruolo del singolo individuo (J.E.L.: D10)

di Tommaso Luzzati

in Economia Politica, n.1, 2000


Non-Technical Summary: Tommaso Luzzati

La letteratura economica che riconosce la rilevanza delle norme sociali e che ne indaga gli effetti (v. ad es. Akerlof 1980) è solita ipotizzare che l’individuo si trovi a scegliere se obbedire o meno ad una certa norma e che una sanzione informale, esogena, influenzi tale decisione. Nel presente lavoro si tiene conto del fatto che la decisione del singolo riguarda anche un’eventuale punizione da infliggere a chi non rispetta la norma. Ciò rende endogena la sanzione sociale e permette di verificare se, e a quali condizioni, possa emergere un livello complessivo di sanzione in grado di sostenere la norma quale stato di equilibrio.

Per quanto riguarda la decisione circa l’obbedienza alla norma, il modello comportamentale segue l’impostazione standard: la mancata osservanza, a fronte dei benefici pecuniari, produce dei costi in termini di reputazione (sanzione sociale), cui si aggiunge un ulteriore motivo di perdita di utilità se a disobbedire è qualcuno che crede nel valore della norma (credente). Circa i meccanismi in grado di spingere il singolo ad infliggere una sanzione, si ipotizza che chi crede nella norma possa essere animato dal desiderio sia di vederla diffusamente rispettata (elevato grado di osservanza) sia di punire chi disobbedisce. L’ipotesi di una diretta motivazione a sanzionare, che può interpretarsi quale effetto warm-glowing (Andreoni 1990), è introdotta in quanto permette di attenuare il problema del free-riding connesso alla caratteristica di bene pubblico del “grado di osservanza.

Sulla base di tali premesse viene elaborato un modello in cui (1) la norma sociale riguarda un particolare paniere di beni (differente da quello che sarebbe ottimale in assenza di norma), (2) la sanzione consiste in una sorta di ostracismo, (3) l’individuo è motivato da aspetti materiali (consumo), da un interesse per le relazioni sociali, e, eventualmente, da un desiderio di un diffuso rispetto della norma e da un senso etico che gli suggerisce di sanzionare i non osservanti.

Grazie a delle semplici ipotesi sulla distribuzione delle preferenze, vengono aggregate le scelte individuali così da passare all’analisi delle caratteristiche macro. Ciò consente di esaminare se, e a quali condizioni, si affermi un livello complessivo di sanzione sociale che garantisca, in equilibrio, un diffuso rispetto della norma.

L’analisi si conclude con lo studio di una possibile evoluzione dinamica del modello. Dopo aver evidenziato come l’ipotesi macrodinamica impiegata da Akerlof (op. cit.) trovi dei solidi microfondamenti nelle ricerche di psicologia sociale, si mostra come tale ipotesi implichi, anche nel presente contesto, la stabile persistenza di stati di equilibrio con norme sociali.


Akerlof G.A. (1980), A Theory of Social Custom, of Which Unemployment May Be One Consequence, Quarterly Journal of Economics, vol. 94, pp. 749-775.

Andreoni J. (1990), Impure Altruism and Donations to Public Goods: A Theory of Warm-Glow Giving, Economic Journal, vol. 100, pp. 464-477.


TOMMASO LUZZATI è borsista post-dottorato presso l'Università degli Studi di Ancona, Dipartimento di Economia, Via Birarelli 11, 60121 Ancona
tluzzati@ec.unipi.it

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