Economia Politica. Rivista di teoria e analisi

Sommario non tecnico

Disegno delle istituzioni e stabilità finanziaria nell'Unione Monetaria Europea (J.E.L. E52, E58)

di Marco Lossani, Piergiovanna Natale e Patrizio Tirelli

in Economia Politica, n.2, 1999


Non-Technical Summary: Marco Lossani, Piergiovanna Natale e Patrizio Tirelli (not available)

Il presente lavoro tratta di una scelta tecnica: l'assegnazione delle funzioni di banking policy a degli organismi che si pongono su due distinti livelli di governo, federale (Banca Centrale Europea) e nazionale (Banche Centrali Nazionali). Il Trattato di Maastricht definisce in modo chiaro la suddivisione dei compiti tra le istituzioni componenti il Sistema Europeo di Banche Centrali per la realizzazione dell'obiettivo della stabilità monetaria: le Banche Centrali Nazionali gestiranno la politica monetaria sulla base delle istruzioni fornite loro dalla Banca Centrale Europea, secondo un modello di accentramento decisionale cum decentramento operativo. Il Trattato non assegna in modo altrettanto preciso i compiti riguardanti il perseguimento della stabilità finanziaria, intesa come il mantenimento del regolare funzionamento dei mercati finanziari "e in particolare di quello del credito" al fine di prevenire situazioni di fragilità che trasmettendosi alle diverse componenti del sistema finanziario determinino una crisi sistemica. Mentre l'Articolo 105 del Trattato afferma che "Il SEBC contribuisce ad una buona conduzione delle politiche perseguite dalle competenti autorità per quanto riguarda la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e la stabilità del sistema finanziario" (Art.105.5), il Protocollo limita l'intervento della Banca Centrale Europea in materia di stabilità finanziaria a un ruolo consultivo. La lettera del Trattato di Maastricht lascia dunque irrisolta la questione dell'attribuzione di responsabilità per la conduzione delle operazioni di regolamentazione, supervisione e assistenza finanziaria, tipiche della banking policy. L'interpretazione prevalente in letteratura è che tali attività verranno effettuate dalle Banche Centrali Nazionali.

In questo lavoro esaminiamo la letteratura prodotta su questo argomento analizzando le implicazioni del disegno istituzionale previsto dal Trattato di Maastricht per il conseguimento della stabilità finanziaria e suggerendone una possibile linea di revisione.

In considerazione della crescente integrazione dei mercati favorita dall'azione del mercato unico e dall'introduzione della moneta unica, l'attribuzione della banking policy alle Banche Centrali Nazionali effettuata sia pure in modo implicito dal Trattato appare inadeguata. In un contesto ad elevata integrazione economica e finanziaria, le attività di regolamentazione, supervisione e assistenza finanziaria si caratterizzano per rilevanti esternalità intergiurisdizionali. L'assegnazione delle funzioni di banking policy delineata nel Trattato di Maastricht non consente all'Unione di realizzare i benefici derivanti dall'internalizzazione di tali spillovers in quanto le Banche Centrali Nazionali non fronteggiano incentivi sufficienti ad offrire un livello di attività appropriato ai bisogni dell'Unione. Inoltre la competenza esclusiva in materia di supervisione attribuita alle Banche Centrali Nazionali favorisce il perdurare di una condizione di asimmetria informativa tra i membri del SEBC destinata a rivelarsi costosa nel momento in cui si debbano affrontare crisi sistemiche.

Una revisione del disegno istituzionale che presiede alla suddivisione delle responsabilità in materia di banking policy appare quindi opportuna. Date le notevoli esternalità che caratterizzano quest'ultima, abbiamo scelto di fondare la nostra riflessione sul principio di sussidiarietà, al quale l'Unione Europea si ispira per stabilire il livello di governo (federale, nazionale, regionale, locale) a cui intraprendere le proprie azioni.

L'applicazione del principio di sussidiarietà al problema del power sharing tra Banca Centrale Europea e Banche Centrali Nazionali suggerisce:

1) la necessità di assegnare alla Banca Centrale Europea compiti di coordinamento nello svolgimento delle funzioni regolatorie al fine di evitare fenomeni di regulatory arbitrage. Inoltre si individua l'opportunità di svolgere ad un doppio livello di controllo (Banca Centrale Europea - Banche Centrali Nazionali) la funzione di vigilanza prudenziale nonché di centralizzare il processo decisionale pertinente l'utilizzo della discount window e lo svolgimento della funzione di Lender of Last Resort (LOLR),

2) l'opportunità di mutare le regole di funzionamento di TARGET al fine di contenere il rischio di una crisi finanziaria importata dai paesi temporaneamente esclusi dall'UME (pre-ins). Tale provvedimento rientra nel più generale problema di definire delle regole ex-ante che vincolino l'accesso ed i comportamenti all'interno delle open partnership che caratterizzano il processo di integrazione flessibile in corso in Europa.

Infine, la nostra analisi considera le implicazioni della relazione esistente tra stabilità finanziaria e monetaria per il disegno istituzionale della UME. Una conduzione adeguata della banking policy scongiurando il rischio di contagio e di crisi sistemiche è la miglior garanzia per il conseguimento della stabilità monetaria. Ne segue dunque che un accorpamento delle funzioni di banking policy e monetary policy presso la Banca Centrale Europea "osteggiato da alcuni in nome della stabilità monetaria" non può essere a detrimento della stessa.


  • MARCO LOSSANI è professore associato di Economia Politica all'Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Economia, Milano, L.go Gemelli 1, 20123 Milano
    mlossani@mi.unicatt.it


  • PIERGIOVANNA NATALE è professore associato di Economia Politica all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, Facoltà di Economia, Dipartimento di Economia Politica, Piazza dell'Ateneo 1, 20126 Milano
    natale@imiucca.csi.unimi.it


  • PATRIZIO TIRELLI è professore associato di Economia Politica all'Economia Politica presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, Facoltà di Economia, Dipartimento di Economia Politica, Piazza dell'Ateneo 1, 20126 Milano
    tirelli@imiucca.csi.unimi.it


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