Economia Politica. Rivista di teoria e analisi

Sommario non tecnico

Giovanni Cesaroni

Il moltiplicatore del credito, razionamento e condizioni di asimmetria informativa (J.E.L.: D82, D45, E51, G21)

in Economia Politica, n.3, 2000


Non-Technical Summary: Giovanni Cesaroni (not available)

L'articolo indaga quali siano le conseguenze che l'introduzione della funzione bancaria d'intermediazione dei pagamenti e del connesso moltiplicatore del credito hanno sulla funzione di screening che la generica banca svolge in un equilibrio con razionamento alla Stiglitz e Weiss (1981), fissando il tasso d'interesse e razionando la domanda di credito delle imprese.

Nel procedere a questo esame il lavoro affronta un problema metodologico trascurato dai principali modelli di razionamento, i quali si preoccupano di dimostrare l'esistenza di un equilibrio con tali caratteristiche senza indagare l'effettiva probabilità che questi equilibri hanno di verificarsi, vale a dire il loro grado di plausibilità. Definiamo, dunque, la probabilità che nel modello di Stiglitz e Weiss si verifichi un equilibrio con razionamento come una misura relativa dell'insieme dei valori dei parametri della funzione di offerta per cui si ottiene, data la domanda di credito, razionamento. Data questa definizione, si procede successivamente ad individuare l'ordine di grandezza della variazione di tale probabilità come funzione delle variazioni di alcuni parametri. La determinazione del moltiplicatore e del tasso di remunerazione dei depositi, in un equilibrio di mercato in cui è presente una pluralità di banche, ci permette di stabilire l'effettivo ordine di grandezza della riduzione che la probabilità dell'equilibrio con razionamento del modello di Stiglitz e Weiss subisce in questo nuovo equilibrio. L'entità del fattore di riduzione è tale da poter permettere di concludere che qualunque sia l'ipotetico livello di probabilità che l'equilibrio con razionamento ha nella formulazione originaria di Stiglitz e Weiss, esso viene condotto a zero dalla presenza del moltiplicatore.

Questo risultato continua a valere qualora si tenga conto delle condizioni di incertezza circa l'entità effettiva dei prelievi di liquidità che seguono dall'espansione dell'offerta di credito delle banche. Nella misura in cui le nostre conclusioni siano condivisibili, esse mostrano come la particolare spiegazione teorica del razionamento del credito quale fenomeno di equilibrio offerta da Stiglitz e Weiss nel 1981 non possa essere considerata affidabile, a ragione della sua significatività pressoché nulla.

I risultati che abbiamo raggiunto, inoltre, offrono un esempio in cui la natura monetaria delle passività bancarie e la connessa funzione di intermediazione dei pagamenti eliminano la rilevanza dei costi d'agenzia, circostanza, quest'ultima, su cui si fonda esclusivamente la spiegazione dominante la teoria contemporanea dell'intermediazione bancaria.


GIOVANNI CESARONI è dirigente esperto di economia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Affari Economici, via Barberini 47, 00187 Roma
g.cesaroni@palazzochigi.it

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