Economia Politica. Rivista di teoria e analisi
Sommario non tecnico

Il modello teorico usato più comunemente per descrivere le scelte di allocazione intertemporale del consumo da parte degli individui (o delle famiglie) è il modello del ciclo vitale. L'utilizzo di tale modello ai fini di politica economica presenta, tuttavia, alcuni aspetti problematici in quanto le analisi empiriche - condotte sia su dati macro che su dati micro - hanno evidenziato una relazione tra consumo e reddito apparentemente non in linea con quanto previsto dall'ipotesi del ciclo vitale. Gli esempi più significativi di tale discordanza sono il fatto che il reddito corrente ha un ruolo preponderante nel determinare il consumo corrente rispetto all'insieme delle risorse complessivamente disponibili nel ciclo di vita; il fatto che il consumo corrente risulta troppo “sensibile” a shocks transitori nel reddito; il fatto che il tasso di crescita del consumo tra il periodo t e il periodo t+1 non è ortogonale alle informazioni disponibili nel periodo t, in particolare alle informazioni circa il livello e le variazioni attese di reddito.
L'osservazione di questi fenomeni ha originato quello che nella letteratura è divenuto noto come il problema dell'eccesso di sensibilità (excess sensitivity) del consumo al reddito. L'esame di tale problema e il tentativo di trovare una spiegazione ragionevole dello stesso è reso difficoltoso da due possibili fonti di confusione. La prima è una confusione tra le previsioni riconducibili al modello del ciclo vitale di per sè e le previsioni che sono invece legate a ipotesi particolari circa la forma e gli argomenti della funzione di utilità intertemporale. La seconda fonte di confusione è il fatto che l'espressione “eccesso di sensibilità” è stata spesso usata per descrivere fenomeni diversi, quali la relazione tra consumo e variazioni di reddito anticipate e non anticipate, la relazione tra tasso di crescita del consumo e livello corrente del reddito o tra crescita del consumo e crescita attesa del reddito.
Lo scopo di questa rassegna è quello di illustrare le informazioni ottenute fino a questo momento dall'analisi di dati micro circa i diversi fenomeni che possono originare un problema di eccesso di sensibilità, nonchè le varie spiegazioni offerte nella letteratura, tentando di evidenziare sia i risultati empirici che supportano tali spiegazioni, sia le implicazioni empiriche e teoriche di ciascuna spiegazione che non hanno ancora ricevuto un'attenzione adeguata. La discussione farà particolare riferimento alla presenza di vincoli di liquidità, all'ipotesi dei risparmi precauzionali e alle conseguenze della separabilità o non-separabilità delle preferenze nel tempo e tra consumo e tempo libero. Verranno presentate inoltre alcune osservazioni circa le conseguenze, per il problema qui considerato, di alcune forme di "irrazionalità" degli agenti.
La struttura del lavoro è articolata in sei sezioni. L'obiettivo della prima sezione è quello di chiarire la distinzione tra i diversi fenomeni che possono essere descritti dall'espressione “eccesso di sensibilità” e di illustrare l'evidenza empirica relativa a ciascuno di essi. Nella seconda sezione vengono presentate le conseguenze teoriche della presenza di vincoli di liquidità nel problema decisionale dell'individuo, i tests empirici relativi ad alcune di tali conseguenze e i fattori che devono essere considerati prima di poter accettare tale ipotesi quale spiegazione dei diversi tipi di eccesso di sensibilità. Nella terza sezione vengono discusse le implicazioni teoriche ed empiriche, per quanto riguarda l'allocazione intertemporale del consumo, dell'ipotesi dei risparmi precauzionali, nonchè la rilevanza di tale tipologia di risparmio in modelli in cui ci sia una netta distinzione tra avversione al rischio e sostituzione intertemporale. La quarta sezione esplora i possibili problemi legati alla specificazione delle preferenze, esaminando in particolare il caso in cui il tempo libero influenzi l'utilità marginale del consumo e il caso di funzioni di utilità non-separabili nel tempo. Nella quinta sezione vengono presentate le conseguenze, per il problema considerato, di alcune forme di "razionalità limitata" degli agenti e dei modelli di scelta che ad esse fanno riferimento. Infine, nella sesta sezione vengono riassunte le riflessioni più significative emerse nella discussione delle sezioni precedenti e vengono presentate le principali conclusioni.
GABRIELLA BERLOFFA è borsista post-dottorato all'Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Economia, Via Inama 1, 36100 Trento
gberlof@gelso.unitn.it
Ritorna alla Home Page
Ritorna all'Indice
Redazione: econpol@spbo.unibo.it
Webmaster: lrossi@spbo.unibo.it